Cari editori, non fateli proprio gli ebook

Ovviamente il titolo è provocatorio, anche perché altrimenti mi ritroverei disoccupato, ma nasce da due situazioni venute fuori proprio ieri e che mi hanno fatto molto riflettere. Una riguarda direttamente Ultima Books, l’altra riguarda gli ebook in generale, ma entrambi parlano della stessa cosa: la sciatteria nella tipografia degli ebook.

Primo episodio, non collagato a Ultima Books. Mercoledì sul blog La narrativa in biblioteca compare un  post sul libro L’inverno del nostro scontento di John Steinbeck, recentemente messo in promozione per un solo giorno. Denise, la proprietaria del blog, l’ha acquistato e, trovandolo illeggibile, scrive una lettera aperta a Elisabetta Sgarbi, direttrice editoriale della casa editrice Bompiani. Salta fuori che l’ebook è una [pessima] scansione del libro cartaceo, ingiustificabile soprattutto per una casa editrice così grande e rinomata come Bompiani. Anche per questo noi librai abbiamo deciso di toglierlo dai consigli del mese, giudicandolo indegno. Non possiamo toglierlo dalla vendita, ma eviteremo accuratamente di pubblicizzarlo d’ora in poi. Ci scusiamo se non ce n’eravamo accorti prima, ma l’avevamo letto tempo fa in cartaceo, per questo eravamo molto contenti ci fosse anche la versione digitale.

Secondo episodio: un ebook di [FAMOSA CASA EDITRICE] a €3,99 acquistato da un nostro lettore presenta moltissimi refusi. Anche in questo caso chiediamo spiegazioni alla casa editrice che risponde (cito senza modificare nulla, grassetti miei): 

Ciao, il testo non può essere per ora migliorato in tempi brevi, in quanto andrebbe scansionato da cartaceo e passato da una correzione di bozze; ci sono quindi due possibilità:
- il cliente viene rimborsato (che comunque per quella cifra non si può aspettare troppo… anche se naturalmente tentiamo sempre di fare il meglio).
- allo stesso prezzo, ma non dipende da noi, potrebbe acquistare il titolo [TESTO ALTERNATIVO], che però, a differenza di questo, non ha anche [RACCONTO INSERITO NELLO STESSO LIBRO] e non ha il testo in lingua originale (è solo in italiano).
Non aggiungo altro. Ovviamente a quella cifra non ci si può aspettare troppo.
Noi proviamo da tempo a migliorare la situazione, ne abbiamo già parlato e continuiamo a parlarne anche attraverso la sezione La brutta tipografia sul nostro forum, dove bisogna dire che alcuni editori partecipano e traggono beneficio dai suggerimenti di chi ha comprato un libro ma non ha trovato adeguata cura nella composizione.
Faccio a questo punto una proposta: cari editori, se fate libri che non comprereste o del quale anche voi vi lamentereste, non li fate proprio, sentite a me. Lasciate stare. Come diceva il maestro Miyagi in Karate Kid, “Se impari karate va bene, se non impari karate va bene, se lo impari così così finisci schiacciato come acino d’uva“. Ecco, imparate dal maestro Miyagi. Se fate gli ebook come si deve va bene, se non li fate proprio va bene lo stesso, se li fate così così fate del male a voi stessi che perdete credibilità, a chi ha comprato il libro che si sente derubato, a chi lo vende perché deve giustificare colpe non sue.

 

 

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21 pensieri su “Cari editori, non fateli proprio gli ebook

  1. Il mio lettore fa così schifo e incasina tutto a un punto tale che non so mai se dare la colpa alle case editrici, comunque è allarmante…comunque che (pessima) risposta!

  2. Che profonda amarezza… forse questo dovrebbe essere un segnale per molti di noi lettori, per chi come me che credeva (oramai al passato) che dietro alle case editrici ci fossero persone amanti dei libri, dei racconti, pieni della nostra passione, desiderosi di divulgare e trasmettere emozioni in forma cartaceo-e ora anche elettronicico-, e invece si scopre l’altarino… il lettore è visto come qualcuno che spende per un prodotto qualsiasi. Spiacente, ma i libri per me non sono prodotti qualsiasi, non gradisco vedere che invece di trovare persone affini chi risponde in questo modo pensi solo al business (e nenache bene, a mio giudizio, così il cliente non torna a comprare dal medesimo editore…)

    • Povera scuola italnaia! governata da un ministro che a 10 giorni dal parto torna a lavoro perche8 .quelle che stanno a casa, per effetto della L. 1204 (tutela della maternite0) sono privilegiate . Si dovrebbe dire NO COMMENT, ma non posso:sono troppo inca..ata!Elena

  3. Al di là dei refusi, mi chiedo, in questo modo, dove vadano a finire anni e anni di studio sulla forma e la progettazione del libro di maestri come Jan Tschichold o Josef Müller-Brockmann, solo per citarne un paio. È molto triste pensare che andando avanti in questa direzione questa particolare delicatezza nel presentare la tipografia verrà perduta.

  4. Direi che per quella cifra se gli piratiamo il libro direi che non si fa più tanto danno all’editore.

  5. Pingback: L’eBook costa poco? Per l’editore si giustifica la mancanza di qualità | Writer's Dream

  6. Concordo su tutto. Si potrebbe applicare la stessa politica anche al cartaceo (mi sono trovata davanti a libri in cui i refusi erano il problema minore – vedasi intere parti di libro stampate male, periodi mozzati a metà che continuavano due pagine dopo, sovrapponendosi ad altre parti: ho pensato a un editor ubriaco)? Anzi la si potrebbe applicare in generale? O fai bene le cose, o non le fai?

  7. Pingback: Caro lettore, di te me ne frega poco - Starbooks Coffee

  8. Pingback: Il pirata e l’editore « Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

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