StreetLib Store!

Notato qualcosa di nuovo in libreria per caso? Ultima Books non c’è più. O meglio, c’è ancora, cambia nome però, perché fa parte di una novità in casa Simplicissimus Book Farm.

Se prima Simplicissimus Book Farm offriva tanti strumenti dal nome diverso e separati, tutti al servizio della migliore editoria digitale possibile, ora continua a offrire tutti quegli strumenti (e altri se ne aggiungeranno) ma riuniti in un’unica piattaforma e sotto uno stesso nome: StreetLib.

StreetLib è la nuova piattaforma che offre in un unico luogo tutto ciò che serve per scrivere, pubblicare, distribuire, vendere e acquistare ebook.
Ultima Books è ora StreetLib Store, è sempre una libreria online (magari la tua libreria di fiducia :) ), c’è sempre la libraia, ma si unisce a questo nuovo progetto, volto a migliorare la vita di chi si occupa o è appassionato o semplicemente è lettore di ebook.

Fai pure un giro su StreetLib qui, per scoprire tutti i servizi a tua completa disposizione.

Domande? Dubbi? Scrivimi a libraia@simplicissimus.it.

La Trilogia della Pianura: una trilogia noir di Angelo Ricci

“Sono molto orgoglioso di pubblicare i suoi libri nella collana Officina Marziani perché sono convinto che Angelo Ricci sia uno degli autori noir più sottovalutati del panorama narrativo italiano. Il tempo ci darà ragione. E anche voi, cominciando a leggerlo”:
è il direttore di Officina Marziani che parla, Michele Marziani, che, tra gli autori che fino a oggi ha selezionato per nutrire la sua collana targata Antonio Tombolini Editore, ha scelto anche Angelo Ricci, classe 1964, scrittore prolifico (qui tutti i titoli in ebook da lui firmati) e attento all’editoria digitale (non a caso è vice-direttore editoriale di Errant Editions per le quali cura la collana Social Media Landscape).

riso

Angelo Ricci è scrittore prolifico, dicevamo, e in questa prolificità trova spazio il genere noir, a cui ha dato corpo attraverso la “Trilogia della Pianura”, una trilogia ambientata in Lomellina, nei luoghi stessi in cui egli vive, luoghi da lui ben conosciuti e nei quali trovano terreno fertile il malaffare, la violenza, la crudezza, l’emarginazione e l’amarezza. Della Lomellina è originario l’ex collaborazionista del regime militare argentino che in L’odore del riso torna in Lomellina a cercare qualcuno.

Abituato a scenari da guerra atroci è anche il mercenario protagonista di Sette sono i re, reche viene chiamato in Lombardia a sistemare una situazione incresciosa per certa malavita. I piedi del mercenario e di chi con lui ci fa capire come funzionano i meccanismi criminali della gestione ambientale si muovono sul terreno che dal primo maggio di quest’anno è occupato dall’Expo di Milano. Sette sono i Re è il primo volume della trilogia che è stato pubblicato.

 

Infine, Notte di nebbia in pianura: originariamente pubblicato dall’editore Manni, nel 2008, il romanzo torna a poter essere letto grazie a Officina Marziani a completare questa nebbia“Trilogia della Pianura” (lombarda).
Chiudo così come avevo iniziato, prendendo cioè a prestito le parole di Michele Marziani: “Appare il più scomposto dei tre, il più circolare, anche il meno riuscito. In realtà dietro alle imperfezioni che ci sembra di cogliere a prima vista è un noir raffinatissimo, perché mentre gli troviamo i difetti degli esordienti dobbiamo convivere con l’inquietudine permanente che il libro ci provoca”.

Vendi ebook da te: arriva StreetLib!

Oggi ti dico che a breve potrai vendere ebook da te direttamente dal tuo sito o blog.
Che nome ha quest’ottima novità? Ha nome StreetLib: la nuova piattaforma targata Simplicissimus Book Farm, la prima piattaforma di Ecommerce Ambulante con cui potrai vendere ebook e guadagnarci. L’idea di commercio che c’è dietro la spiega chiaramente il CEO di Simplicissimus Book Farm, Antonio Tombolini, nel suo blog.

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Come si fa? Come funziona? Funziona in modo molto semplice:

  1. Ci si registra.
  2. Si scelgono la bancarella (che tecnicamente si chiama widget) e i libri da vendere su quella bancarella.
  3. Si utilizza nel proprio sito il link condivisibile per i social network.
  4. Si inizia subito a vendere: gli utenti potranno acquistare il libro direttamente dalla bancarella, senza mai abbandonare il sito, neanche per completare il pagamento.
  5. Si potrà controllare l’andamento delle vendite, si potranno creare nuove bancarelle e aggiungere nuovi libri.
  6. Ogni tre mesi si riceveranno l’estratto conto ufficiale e il pagamento. Si guadagna il 15% di tutte le vendite. Un altro 15% va a StreetLib, e il resto ai distributori, editori e autori del libro.
  7. Se poi si è anche autori del libro, attraverso Narcissus, allora da quelle vendite si ricaverà il 15% + 60% = 75% delle vendite.

Vuoi vedere con i tuoi occhi come si traduce questo praticamente, vuoi avere tutte le informazioni più utili e capire senza dubbi come gestire StreetLib?
Allora partecipa pure all’Hangout che si terrà martedì 14 aprile alle 16:00.
Potrai prenderne parte da qui. Potremmo diventare così, presto, colleghi :)

Intanto, un’anticipazione

Cosa succede in città – Colpi Amazon e nuove tendenze editoriali

studios- Amazon non si limita (da tempo) ai libri, un nuovo campo è ad esempio quello televisivo, con Amazon Studios. E in questo campo televisivo punta sulle serie, e nel campo televisivo delle serie ha messo a segno un bel colpo: s’è aggiudicata la collaborazione di Woody Allen.
Allen scriverà e dirigerà una nuova serie televisiva, fatta di puntate di mezzora, disponibile dal prossimo anno sul servizio di streaming Prime Instant Video, in Germania, Regno Unito e USA.

 

simonsays- Simon & Schuster, una delle maggiori case editrici statunitensi, in piedi dagli anni 20 del ‘900, è impegnata in nuovo progetto, che vuole sollecitare il rapporto diretto che il digitale può facilitare tra autori e lettori: corsi online. Attraverso un nuovo sito, fornirà corsi online a pagamento tenuti da scrittori, su finanza, self-help e salute. Perché? Perché secondo la Simon & Schuster oggi i “consumatori” vogliono qualcosa di più dei soli libri dagli autori. Ma si guarda anche agli autori: “Questa iniziativa è un altro modo per noi di espandere ciò che Simon & Schuster in grado di fornire ai nostri autori, costruendo un pubblico per i loro libri e nuove fonti di reddito”.

 

Laurence-King1- Ve lo ricordate quando da bambini vi davano in mano libri con figure in bianco e nero da colorare, rispettando spazi ben definiti? Ecco, in Inghilterra e in Francia gli adulti sembrano aver riscoperto quel passatempo, perché libri simili ma destinati agli adulti stanno avendo un grande successo. Ci sono varie collane pensate da vari editori, c’è chi vende più di 350mila copie addirittura.
Tranquilli, anche in Italia avremo presto modo di rilassarci con libri simili pensati “per favorire il rilassamento e la meditazione, per svuotare la mente e ritrovare calma e serenità”.

Certi scrittori consigliano – Guido Catalano, Walter Fontana, Filippo Tuena

Gli ultimi consigli di scrittori per le Feste li leggiamo a Feste finite. Perché tanto valgono lo stesso, valgono sempre. Abbiamo un tris di autori: Guido Catalano, poeta di cui potete farvi un’idea nel suo sito;Walter Fontana, che ha scritto non sono libri (come Splendido visto da qui, Giunti) ma anche sceneggiature di film e ha creato personaggi televisivi che ancora ricordiamo; Filippo Tuena, che ha scritto bellissimi romanzi che ho già avuto modo di consigliare in passato.

cataGuido Catalano: ci ha dato i suoi tre consigli ma senza motivarli, ci ha autorizzato a scrivere “Guido Catalano ci manda i suoi 3 libri, ma dice che non ha gli spieghini”:
- Citarsi addosso di Woody Allen (Bompiani)
- Orientarsi con le stelle – Tutte le poesie di Raymond Carver (Minimum Fax)
- Furore di John Steinbeck (Bompiani)

 

 

fontana_001Walter Fontana: tre libri usciti da parecchio tempo ma che regalo sempre con piacere.
- Toh quante donne di Franca Valeri, un esempio smagliante di tutto: intelligenza, divertimento, eleganza, ferocia e una precisione nel definire figure e abitudini sociali che nessun istituto di ricerca si è mai sognato.
- Sotto la pelle di Michel Faber (Einaudi), romanzo fantastico in tutti i sensi.
- E freschissimo dal 1959: Zazie nel metró di Raymond Queneau (Einaudi), che è sempre un bel respiro di aria pura.

 

filippo-tuena-nel-latte-della-madre-L-5yLvsZFilippo Tuena: premetto alcune cose. Sono sempre molto in ritardo con le letture, nel senso che lascio decantare un bel po’ le novità e finisco così per essere sempre in distonia con le classifiche o le nuove uscite. La seconda cosa è che, pur possedendo un lettore per e-book, non lo uso mai. Ogni tanto penso che, soprattutto d’estate, invece di portarmi in viaggio pile di libri che occupano una parte consistente della valigia, dovrei convertirmi all’e-book reading. Ma non ci riesco. L’ultima considerazione è che, scrivendo libri finisco per leggere libri che possono essermi utili o che mi sono necessari in quello specifico momento (adesso diciamo il Natale 2014). Dunque, poiché in questi tempi sto ragionando sull’auto-fiction (orribile termine) o sull’autobiografismo, mi sento di suggerire tre libri di qualche anno fa che ho riletto di recente e che, credo abbiano anche un’edizione e-book.
- Comincio con i Sillabari di Goffredo Parise (Adelphi). Per me è un libro fondamentale, tra i più belli scritti in Italia nella seconda metà del secolo scorso e che mi sento di regalare a tutte le persone che affrontano la mezza età, col turbamento che le è proprio e con le sane ribellioni che essa suscita.
- Guardandosi più indietro, all’infanzia, alla giovinezza, suggerisco Istanbul di Orhan Pamuk (Einaudi), una splendida veduta d’assieme di una città e di un’età lontana, ma straordinariamente sempre vicina.
- Poi non potrei fare a meno di regalare un libro di uno dei miei autori preferiti: W.G. Sebald. Scelgo Gli emigrati (Adelphi), quattro biografie di personaggi devianti e paradigmatici. Imperdibile.
Concludo non con un suggerimento (perché non l’ho ancora letto) ma citando il libro che penso leggerò durante queste feste: Karl Ove Knausgard, La morte del padre (Feltrinelli, in offerta fino al 14 gennaio). Magari quando l’ho finito (ma finisco solo i libri che mi prendono immensamente) vi dico che cosa ne penso.

Certi scrittori consigliano – Giuseppe Lupo

giuseppe_lupo_intervistaGiuseppe Lupo è uno scrittore italiano che a molti sarà noto.
Poco tempo fa ho consigliato il suo Atlante immaginario in una newsletter, ma sono diversi i titoli suoi che potete scoprire, pubblicati con Marsilio.
Vediamo subito quali libri ci consiglia Giuseppe Lupo per le Feste.

 

cibo- Il cibo non era niente di speciale, Laura Grandi e Stefano Tettamanti (Utet):
un divertente, appassionante libro che raccoglie le migliori scene dai libri che raffigurano il cibo, il modo di mangiare, le trasgressioni e le fantasie. Una lunga carrellata di vivande, che si estendo in mille anni e in una geografia dall’Europa settentrionale alle rive orientali del Mediterraneo.

 

 

 

 

scorpioni- Nostra Signora degli Scorpioni, Nicola Fantini e Laura Pariani (Sellerio):
un romanzo intorno a un delitto avvenuto sulle sponde del lago d’Orta, verso la fine dell’Ottocento, di cui è stato spettatore involontario Dostoevskij.
Un libro di scrittura, di atmosfere, di riflessioni.

 

 

 

 

maleoscuro

- Il male oscuro, Giuseppe Berto (BUR):
il capolavoro di Giuseppe Berto (e uno dei capolavori del Novecento), ristampato in occasione del centenario della nascita.
Il romanzo di un uomo in conflitto con il padre e la storia di una generazione uscita sconfitta dagli eventi del Novecento.
Ironico, divertente, fluviale, di potenti suggestioni narrativa.
(Il libro non è al momento disponibile in ebook. Gli altri titoli di Berto già disponibili in ebook li trovate qua)

Certi scrittori consigliano – Slawka G. Scarso

Schermata 2014-12-23 alle 13.43.35Oggi ascoltiamo tre consigli di lettura di Slawka (si pronuncia Suafca) G. Scarso, autrice di Mani buone per impastare (Blonk), una raccolta di racconti noir e umoristici che ho avuto il piacere di leggere pochi mesi fa. Slawka è anche esperta conoscitrice di vino, e di questa conoscenza esperta sono frutto gli altri libri da lei pubblicati, come Marketing del vino (casa editrice LSWR).
Altre informazioni su Slawka G. Scarso le trovate qui

La mia lista, a guardarla bene, è molto focalizzata sulla guerra, non me ne vogliate. Sarà che quest’anno si celebrano i 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale, sarà che vista la mia storia famigliare la seconda guerra mondiale, in particolare, è stata determinante (mia madre e la sua famiglia erano rifugiati politici in Inghilterra, arrivati nel 1948, non potendo tornare nella Polonia comunista dopo essere stati deportati in Siberia dai sovietici durante la guerra).
Si tratta però di libri che secondo me raccontano storie a volte meno note ma sotto forma di romanzo o di memoria, rendendo quindi più accessibili contenuti difficili.

lunaAvevano spento anche la luna di Ruta Sepetys, Garzanti. È un romanzo basato su fatti realmente accaduti ai lituani deportati dai sovietici in Siberia, durante la seconda guerra mondiale. Il punto di vista è quello di Lina, una ragazzina di quindici anni che si trova all’improvviso costretta a partire sui carri bestiame assieme alla mamma e al fratellino oltre gli Urali, prima in Siberia e poi fino al Circolo Polare Artico, sempre cercando di capire dove avessero portato il padre. È una storia certamente poco conosciuta e molto simile a quello che accadde alla mia famiglia polacca. Il libro ha il pregio di unire dei contenuti forti a una scrittura semplice: il risultato è un libro che si legge facilmente ma ha in sé una grande intensità.

altipianoUn anno sull’altipiano di Emilio Lussu, Einaudi. In questo caso si tratta delle memorie di Emilio Lussu durante il periodo che passò nelle trincee sull’Altipiano di Asiago, durante la prima guerra mondiale. Di tutta la guerra, Lussu ha volutamente preso spunto da un solo anno. C’è la guerra vera, quella delle trincee che quasi si sfiorano, e dei generali che causano più morti tra i loro soldati che tra i nemici. Se a scuola ci facessero studiare la storia su libri come questo, forse capiremmo molto di più.
(L’ebook non è disponibile su Ultima Books per i motivi già noti)

 

Via dalla pazza guerra, di Alidad Shiri, Il Margine. La guerra a cui si fa pazzariferimento è molto più vicina a noi, sebbene non sia percepita come tale. Anche questa è una raccolta di memorie di un ragazzino afghano che dopo aver perso i genitori e parte della famiglia per mano dei talebani decide di partire per l’Europa. Dal Pakistan, dove era già scappato con alcuni zii, passando per l’Iran, la Turchia, la Grecia e infine l’Italia, in queste pagine, con un linguaggio molto semplice, è raccontato il vero viaggio dei tanti minori non accompagnati che cercano di trovare la pace in Europa, spesso viaggiando aggrappati sotto un camion, come nel caso di Alidad. Anche questa è una storia poco conosciuta ma che merita diffusione. Soprattutto di questi tempi.
(Il libro non è ancora stato pubblicato in ebook)

Certi scrittori consigliano – Paolo Zardi

SONY DSCPaolo Zardi l’ho conosciuto di nome, ovvero ho capito che fosse un ottimo scrittore da non lasciare che mi restasse sconosciuto, poco tempo fa (un anno fa, più o meno, mi sembra). Ha scritto Il signor Bovary, Il giorno che diventammo umani e non solo. Nel blog Grafemi, che consiglio di seguire, racconta chi è e cosa ha fatto
Oggi beneficiamo dei suoi bei consigli per le Feste.

 

Nel 1962 l’epistemologo Thomas Kuhn pubblicò La struttura delle rivoluzioni scientifiche che proponeva una nuova idea: il cambiamento di paradigma. Secondo Kuhn, la scienza cresce linearmente, in un ambiente i cui principi sono condivisi; poi, arrivano le rivoluzioni che scombussolano il quadro di riferimento: invece di fornire nuove risposte a vecchi problemi, formulano domande inaspettate, e nuove. Galileo Galilei, Newton, Darwin, Einstein, la meccanica quantistica costrinsero il mondo a guardarsi con occhi completamente diversi; e dopo di loro, nulla è stato più come prima.

Anche la letteratura procede secondo lo stesso schema: crescita lineare, e poi rivoluzioni. Tra il 1605 e il 1615 Cervantes inventa il romanzo, che cresce fino a diventare il gigante della prima metà dell’ottocento; ma Flaubert, nel 1856, ne ridefinisce perimetro, scopi e mezzi, con l’aiuto della signora Bovary. Meno di ottanta anni dopo, sempre dalla Francia arriva un nuovo cambio di celineparadigma: un oscuro medico di provincia, Louis­Ferdinand Céline, pessimo uomo, geniale scrittore, pubblica Voyage au bout de la nuit, un romanzo che racconta le disavventure di un uomo qualunque tra il 1914 e la fine degli anni venti, nei campi di battaglia europei, nelle fabbriche improntate al taylorismo degli Stati Uniti, in una Parigi povera e minore, dove tutto puzza, si rompe, si ammala e infine muore. Viaggio al termine della notte – questo il titolo in italiano (edizione Corbaccio) – inventa una nuova lingua, nella quale l’uso del gergo popolare consente di raccontare un mondo fino ad allora inesplorato. Il risultato è esplosivo, e irreversibile: nessuno, dopo questo libro meraviglioso, potrà raccontare la vita senza dover fare i conti con la potenza della petite musique di Céline. Un romanzo capace di inventare la letteratura moderna, da regalare agli amanti di Bukowki, Bellow e Martin Amis.

violaMa questo era il ventesimo secolo: se vogliamo sapere cosa bolle in pentola ai nostri giorni, possiamo farci aiutare da due grandi romanzi italiani usciti tra il 2013 e il 2014. Il primo è Sparire di Fabio Viola, Marsilio; ambientato tra l’Italia e il Giappone, con il sottofondo del disastroso terremoto del 2011, è la storia di una dissoluzione. Una pagina dopo l’altra, Viola fa sparire, con un rigore assoluto, le convenzioni della trama, l’identità dei personaggi, e aziende, relazioni, palazzi. Inquietante, acutissimo, brillante, Sparire è un romanzo inusuale capace di cogliere qualcosa di centrale di questo secolo ancora agli inizi. Per intenditori!

Con un approccio completamente diverso, Gianni Tetti propone la sua personale visione apocalittico di un mondo prossimo alla fine in Mette pioggia, romanzo distopico uscito per i tipi della giovane casa editrice Neo Edizioni. I libri tettici tolgono dal mondo per qualche centinaio di pagine; ma poi, talvolta, in rari casi, ci ributtano là dentro con uno sguardo più lucido, un pensiero più forte, più sicuro, più tagliente. Tetti, giovane autore sardo, racconta l’ultima settimana dell’umanità, e non lo fa dall’alto, da un satellite che gira intorno al nostro pianeta, ma dal basso, dalla terra, dalla sua arsura: si immerge nelle sue viscere, nei suoi odori, nel suo dolore primitivo e ineludibile, e da là dentro, come una sorta di oracolo, dice ciò che vede. Lo dice con una lingua nuova, sua, inventata, costruita per l’occasione. È di questo che parla Mette pioggia: di un modo diverso di guardare, e poi di un modo diverso di mettere insieme le parole per rappresentare ciò che con la lingua di tutti i giorni non sarebbe possibile dire. Per parlare di questo libro si possono usare le parole che Will Self ha speso per Viaggio al termine della notte: ci ha insegnato come aggiogare i bisogni equini del corpo al carro dorato della fantasia. Da regalare a tutti i lettori che amano la sfida!

Certi scrittori consigliano – Angelo Ricci

Oggi tocca a Angelo Ricci, autore poliedrico (qui tutti i libri che ha scritto in questi anni). Classe 1964,ha esordito nel 2008 con il romanzo Notte di nebbia in pianura (che sarà presto ripubblicato in ebook). Qui un profilo biografico sul sito di Officina Marziani, la collana per la quale ha pubblicato recentemente Sette sono i re e L’odore del riso.

Ecco i suoi 3 consigli di lettura:
- La battaglia. Storia di Waterloo, di Alessandro Barbero (Laterza)
- La biblioteca di Gould, di Bernard Quiriny (L’Orma Editore)
- Diario di bordo di uno scrittore, di Björn Larsson (Iperborea).

Ed ecco, direttamente dalla sua voce, le sue ragioni:

Natale è il momento di un’attesa che ci lascia, anche solo per un istante, sospesi tra gli attimi che, uno dopo l’altro, segnano il tempo. E proprio per segnare questi attimi (e, forse, per tentare di fermarli almeno un poco) cosa ci può essere di meglio della lettura di un libro? Certo è per me, lettore instancabile, impresa titanica quella di scegliere tre titoli. Ho amato tutti i libri che ho letto ed è sempre un po’ difficile per l’amante dire chi sia stato il migliore, o i migliori, tra i suoi amori. Tuttavia cedo alla gentile e garbata richiesta di Lucia Zitelli e mi immagino affrontare colline di altipiani belgi e fiamminghi, in una nebbiosa mattinata del 1815, tra dragoni francesi, quadrati di fanterie britanniche e granatieri prussiani, mentre, in questo mio tentativo di fermare il tempo con la lettura, stringo tra le mani una copia de La battaglia. Storia di Waterloo, di Alessandro Barbero.
battagliaPerché iniziare questa scelta natalizia di tre titoli proprio con un libro così bellicoso? Ma perché la figura di Napoleone Bonaparte ha, per ben più di un secolo, fatto la sua misteriosa comparsa tra le pagine dei più grandi capolavori ottocenteschi della letteratura europea. Pensiamo soltanto a Guerra e pace, a I miserabili, a La certosa di Parma (e, citando appena il manzoniano Il cinque maggio, come non ricordare I duellanti di Conrad). Ecco perché consiglio questo libro. Perché nella magistrale cronaca della battaglia di Waterloo Alessandro Barbero, che è uno dei pochi storici che sa narrare con il piglio dello scrittore di razza, ci presenta quel momento della storia europea in cui ebbe fine una epopea che comunque seguitò a influenzare gran parte della società, della politica e, come ho già detto, anche della letteratura, di tutto il diciannovesimo secolo. Questo libro vi dirà tutto, ma proprio tutto, quello che è accaduto a Waterloo, dai retroscena storici e politici, alla cronaca minuto per minuto di quella giornata, fino alla minuziosa descrizione dei reparti e delle uniformi.
Ma ora osservo l’imperatore Bonaparte che si allontana sconfitto, protetto dai veterani della Vecchia Guardia, e, mentre lui supera il confine ritirandosi in Francia, io rimango qui, ma ai giorni nostri, in quel Belgio che è la patria di Bernard Quiriny, autore de La Biblioteca di Gould.
bibliotecaSe siamo partiti da una battaglia che è stata matrice di tanta letteratura europea ottocentesca, adesso ci troviamo piacevolmente persi nella stanze infinite di una letteratura contemporanea in continua evoluzione, che gioca genialmente con le parole, con le trame, con le storie, con i personaggi.
Degno discepolo di Borges, di Calvino, di J. Rodolfo Wilcock, Quiriny sa che la finzione è spesso più reale della realtà e ben conosce il modo di muoversi tra biblioteche infinite e giochi di specchi, tra romanzi, luoghi e situazioni che trasformano l’universo in una narrazione così profonda da essere essa stessa universo e momento di incontro tra l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo, verso quell’attimo infinito in cui autori, lettori e libri si trasfigurano in una sola e perfetta visione narrativa e narrante.
Quiriny accompagna per mano noi lettori verso quel paradiso della lettura che nasce dall’incontro virtuoso dei generi, delle emozioni, dei libri. E il lettore, leggendo le pagine de La biblioteca di Gould, non potrà che congratularsi con se stesso per quella felice combinazione di eventi che ha fatto sì che questo libro finisse tra le sue mani.
Ma ora è forse il momento di lasciare queste lande e, visto che il Natale si avvicina, guardiamo un po’ verso quel nord Europa di renne, nevi e slitte così natalizie.
È un viaggio, questo in cui vi accompagno, fatto naturalmente di parole, di libri, di scrittori. E se con Alessandro Barbero abbiamo analizzato un momento storico dalle ricadute così importanti per la letteratura e con Bernard Quiriny abbiamo visto come la stessa letteratura possa espandersi ben oltre la realtà e ben oltre la finzione, è con lo scandinavo Björn Larsson, autore di Diario di bordo di uno scrittore che i lettori potranno osservare la genesi dello scrittore.
diarioAttimi irreversibili di vite definitive che si tramutano in anni di fatiche letterarie vengono illustrati in questo libro che è anche guida, saggio, romanzo fatto di romanzi, di parole, di avventure, di sentimenti. La scrittura, la sua genesi, le genesi stessa di tutti i libri di Larsson, il suo rapporto quasi totalizzante con la lettura, con la creazione letteraria, con i personaggi dei suoi romanzi che hanno la capacità di attraversare altri romanzi, altre narrazioni. Tutto questo alberga in questo libro. E tutto ciò si trasfigura in testimonianza e descrizione del lavoro del narratore che è affermazione di fatica immensa e al contempo di affascinante delicatezza. Perché si scrive, perché si crea, qual è il rapporto tra scritture e scrittori. Tutto questo e altro ancora può trovare qui il lettore appassionato e affamato di conoscenza, di apprendimento di quelle tecniche che tecnicamente algide non possono essere perché fondono anima e annotazione, parole e passioni e le fondono al fine di creare una storia.
Come un lento apprendistato pynchoniano questo libro ci accompagna nella avventura fatta di libri, di parole, di storie che è la vita di Björn Larsson, vita che lentamente ci appare come vero e proprio baedeker per lettori e come insostituibile backstage dell’anima dello scrittore.
Adesso il viaggio è finito. Tre libri in qualche modo collegati fra loro, tre libri che, in qualche modo, diventano essi stessi personaggi di una storia. Mi fermo un momento a pensare che poi non è stato così difficile scegliere tre libri da consigliare perché, in fin dei conti, ogni libro può essere tutti i libri del mondo.
Buone Feste e buone letture!

Angelo Ricci

Certi scrittori consigliano – Luca Giordano

Si apre oggi un appuntamento che ci terrà compagnia in queste settimane, “Certi scrittori consigliano”, una rubrica nata con l’idea di farvi leggere sul blog qualche buona voce diversa dalla mia. Alcuni scrittori ci diranno quali sono i libri che regalerebbero ai loro cari durante le Feste.

giordano_240x240_midPartiamo con Luca Giordano, che è torinese e sceneggiatore e ha pubblicato nel 2013 il suo primo romanzo con ISBN, Qui non crescono i fiori. Ecco i libri che Luca ci consiglia di cuore, le ragioni per cui ce li consiglia (e pure la colonna sonora adatta!):

 

lovesongs- Shotgun Lovesongs, Nickolas Butler (Marsilio): non voglio dire che è un capolavoro, che è un libro da leggere per forza. Dico solo che vi verranno puntini di freddo sulle braccia, che uscirete coi vostri amici guardandoli con occhi diversi. Che sentirete un sottofondo strumentale di chitarra (o di ukulele, che va tanto di moda), e che quando lo chiuderete vi sarete fatti il vostro film che potrebbe benissimo essere uno dei vostri film preferiti.
(Menzione speciale alla traduzione di Claudia Durastanti.)
Colonna sonora: The Tallest man on earth – There’s no leaving Now

poetaria- Il poeta dell’aria, Chicca Gagliardo (Hacca): il poeta dell’aria è un ufo, un oggetto non identificato. Non è romanzo, non è solo racconto. Il poeta dell’aria è magia, leggerezza, uno di quei libri di quelli da tenere lì, sul comodino, da sfogliare e rileggere anche dopo la prima lettura. Il poeta dell’aria è una specie di manuale per la ricerca della serenità, e ultimamente un po’ tutti ne avremmo bisogno.
Colonna sonora: Balmorhea – Rivers Arms
(Il libro non è al momento disponibile in ebook, lo trovate in cartaceo)

canebambino- L’estate del cane bambino, Marco Pistacchio e Laura Toffanello (66thand2nd): se in un libro si racconta anche l’amicizia tra un cane e dei ragazzi sono portato a consigliarlo per partito preso. In questo caso, c’è qualcosa in più. Perché L’estate del cane bambino è una favola “nera”, a tratti struggente, che ci riporta a quando eravamo bambini ed era così bello credere a ogni cosa possibile. A come quello che ci succedeva era in grado di determinare quello che siamo diventati. Scritto a quattro mani, Il cane bambino è una sinfonia quasi perfetta.
Colonna sonora: Tre allegri ragazzi morti – Primitivi del Dub

guarigione- Guarigione, Cristiano De Majo (Ponte alle Grazie): difficile scrivere poche righe su un libro come questo, di una bellezza tale a cui probabilmente non siamo abituati. Guarigione è il racconto di una vita che nel suo scorrere incontra la malattia, la guarigione e la felicità più estrema, quella di due figli da amare nonostante tutto. Un percorso, impervio ma che fila liscio fino all’ultima pagina, che è la ricerca continua dell’identità. Propria e dei propri figli. Chiamatelo a vostro piacimento memoir, saggio o diario, ma siate sicuri del fatto che ogni pagina sarà una scoperta che vi farà riconsiderare alcuni passaggi della vostra vita.
Colonna sonora – Aphex Twin – Selected ambient works 85-92